10 Abr 2021

Matteo 5,33-37

Gesù offre ancora un’interpretazione più penetrante della legge di Dio.
L’altro ieri dicevamo che «non uccidere» significa anche non fare scomparire il fratello dalla propria vita. Ieri si presentava il pericolo di “usare” le persone, di prenderle come oggetti per noi.
Oggi si parla di giuramenti, una forma abituale, in quella epoca, di confermare la verità detta. Gesù segnala diversi pericoli sottesi al giuramento:

– Il primo pericolo è questo: che tipo di società si può costruire se, per fidarsi degli altri, bisogna giurare su Dio? Quale valore hanno, dunque, le parole «normali»? Forse non sono vere le frasi dette senza giuramento? Giurare era, infatti, una forma di riconoscere che non abbiamo fiducia negli altri.

– Il secondo pericolo è più sottile: giurare per essere creduto dagli altri è una forma di «usare» Dio, è come avere Dio a disposizione; Dio è un oggetto che uso quando ne ho bisogno. In fondo è una forma di idolatria.

La proposta di Gesù, alla fine, è un progetto di onestà e verità che sembra semplice: «Sì, sì; no, no».
Ma, perché ci costa tanto riuscire a vivere con onestà? Perché ci nascondiamo o diciamo la verità a metà?
Abbiamo paura, in fondo, di essere giudicati dagli altri. Non ci manifestiamo come siamo, con i nostri valori e difetti, con virtù e mancanze, semplicemente perché abbiamo paura di non essere accettati…

In questi giorni stiamo ascoltando delle grandi proposte da parte di Gesù. Non ci sorprende più, ormai: Egli ha veramente un grandissimo progetto su noi. Pian piano sta tracciando la società umana come lui la concepisce: senza odio, senza ansia di possesso, senza menzogne… Ma ci sorprenderà ancora di più.


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