28 Sep 2021

Giovanni Battista, predicatore della conversione (Luca 3,1-6)



[Vangelo della Domenica, 9 Dicembre 2012]


Luca 3,1-6:

Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tibèrio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sia riempito,
ogni monte e ogni colle sia abbassato;
i passi tortuosi siano diritti;
i luoghi impervi spianati.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

Dopo i racconti dell’infanzia di Gesù, Luca apre la vita pubblica con una solenne inquadratura storica: imperatore, governatore, tetrarchi e sommi sacerdoti sfilano davanti al lettore ben ordinati, così come Dio vuole, anche se loro non se ne accorgono. I potenti della terra pensano di avere il controllo della realtà, ma la trasformazione del mondo inizia ben lontano da loro, nel deserto, quando un «pazzo» di nome Giovanni Battista inizia la chiamata alla conversione nel nome di Dio.

La forza di questo profeta fu tale che colpì il giudaismo del suo tempo; tanto che, anni dopo, ancora si c’erano discepoli suoi, e lontani dalla Palestina. Il suo messaggio si centrava sulla conversione e sul perdono che Dio stava per concedere. «Conversione» significa «cambio di mentalità» e di impostazione di vita, significa riflettere sulle fondamenta della nostra esistenza: Perché viviamo?, perché ci alziamo ogni mattina?, perché amiamo?, qual’è la reale motivazione delle nostre azioni?, che cose ci allietano?, quali ci rattristano e perché?, viviamo felici?, dove vogliamo trovare la felicità?, dove vogliamo camminare?, vogliamo crescere o ci basta rimanere così come siamo?, chi chiediamo aiuto?

Queste e molte altre domande servono per fare emergere importanti dimensioni della nostra persona. Tutto è riassunto in due elementi basilari: la chiamata che Dio ci fa a vivere una vita piena e la nostra risposta, fiduciosa o meno, al suo amore. L’Avvento che celebriamo è un buon momento per ripensare a tutto questo, proprio come ci invita il Battista. In questo modo «prepariamo la via del Signore», e quando il Natale arriverà, saremo in grado di «vedere la salvezza di Dio».

(Domenica 2º Avvento – Ciclo C)
(Disegno: fano)

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